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Cosa sono e come riconoscerli?
I fibromi uterini sono tumori benigni dell’utero che compaiono spesso durante l’età fertile. Chiamati anche leiomiomi o miomi, i fibromi uterini non sono associati a un aumentato rischio di cancro dell’utero e non sono quasi mai soggetti a trasformazione neoplastica (ovvero non diventano quasi mai dei tumori maligni)
I fibromi possono avere dimensioni molto diverse: esistono fibromi grandi meno di un centimetro, ma anche masse voluminose che possono distorcere e allargare l’utero, fino ad occupare gran parte dell’addome. Possono essere singoli o multipli, ovvero una paziente può averne più di uno contemporaneamente.
Molte donne, circa il 10-20% sviluppano fibromi uterini durante la loro vita.
Spesso queste formazioni non causano sintomi e vengono scoperte accidentalmente durante la visita ginecologica.
Quando sono presenti, i sintomi possono essere influenzati dalla posizione, dalle dimensioni e dal numero dei fibromi. Tra questi:
-Sanguinamento mestruale abbondante, che può portare ad un calo dell’emoglobina nel sangue (anemizzazione), che può essere anche severo.
-Aumento della durata del ciclo mestruale
-Senso di peso o dolore pelvico
-Minzione frequente
-Difficoltà a svuotare la vescica
-Stipsi
-Mal di schiena o dolori alle gambe
In rari casi, soprattutto durante la gravidanza, il fibroma può causare un dolore acuto, dovuto ad una mancanza di apporto di sangue adeguato, che ne determina la necrosi (morte del fibroma).
I fibromi sono generalmente classificati in base alla loro posizione: i fibromi intramurali crescono all’interno della parete uterina muscolare, i fibromi sottomucosi sporgono nella cavità uterina, mentre i fibromi sottosierosi invece all’esterno dell’utero.
Cause
Non sono ben chiare le cause di insorgenza dei fibromi uterini, ma si pensa che siano dovuti a:
-Cambiamenti genetici all’interno delle cellule che li compongono: molti fibromi contengono cambiamenti nei geni che differiscono da quelli nelle tipiche cellule muscolari uterine.
-Ormoni: l’estrogeno e il progesterone, i due ormoni prodotti dall’ovaio che determinano i cambiamenti del ciclo mestruale, sembrano promuovere la crescita dei fibromi. I fibromi contengono più recettori degli estrogeni e del progesterone rispetto alle tipiche cellule muscolari uterine.
I fibromi possono crescere lentamente o rapidamente, oppure possono rimanere delle stesse dimensioni per molti anni, per poi a volte ridursi di dimensione dopo la menopausa, a causa della diminuzione della quantità di ormoni prodotti.
Si ritiene che i fibromi uterini si sviluppino da una cellula staminale nel tessuto muscolare liscio dell’utero (miometrio). Una singola cellula si divide ripetutamente, creando alla fine una massa soda e gommosa, distinta dal tessuto vicino.
Fattori di rischio
Ci sono pochi fattori di rischio noti per i fibromi uterini, oltre all’essere una donna in età riproduttiva. I fattori che possono avere un impatto sullo sviluppo del fibroma includono:
-Etnia: Sebbene tutte le donne in età riproduttiva possano sviluppare fibromi, le donne di origine africana hanno maggiori probabilità di avere fibromi rispetto alle donne di altri gruppi etnici. Inoltre, queste pazienti tendono ad avere fibromi in giovane età ed in maggior numero o di dimensioni maggiori, insieme a sintomi più gravi.
-Ereditarietà: pazienti con forte familiarità per fibromi tendono a presentare più spesso questo problema.
Complicazioni
Sebbene siano lesioni benigne, possono causare dolore e possono portare a complicazioni come l’anemia, che provoca affaticamento, a causa di una forte perdita di sangue. A volte è necessaria una trasfusione a causa della perdita di sangue o un intervento chirurgico in urgenza.
Gravidanza e fibromi
E’ possibile che i fibromi, in particolare i fibromi sottomucosi, possano causare infertilità o aborto spontaneo nel primo trimestre di gravidanza. Le pazienti con fibromi di dimensioni importanti sono maggiormente a rischio di sanguinamento importante al momento del parto (emorragia post partum), distacco della placenta, restrizione della crescita fetale e parto pretermine.
Prevenzione
La visita ginecologica periodica permette di diagnosticare i fibromi quando le loro dimensioni sono ancora contenute e di iniziare una terapia o intervenire chirurgicamente prima che raggiungano dimensioni eccessive, garantendo minimo danno all’utero, la preservazione della fertilità della paziente e la possibilità di eseguire l’intervento per via minimamente invasiva (laparoscopia o isteroscopia).
Diagnosi
La diagnosi è spesso incidentale (ovvero inaspettata) durante una visita ginecologica con ecografia.
In alcuni casi sono necessari per lo studio dei fibromi anche altri esami, come la risonanza magnetica (MRI), l’isterosonografia o l’isteroscopia.
Trattamento
Non esiste un unico approccio nel trattamento dei fibromi uterini: esistono molte opzioni di trattamento, tra cui la semplice osservazione.
Se i sintomi sono assenti o lievi non è in genere necessario intervenire e si può anche semplicemente osservare e controllare nel tempo.
Se la paziente presenta sintomi come forti emorragie mestruali e senso di pressione pelvica invece si può considerare una terapia farmacologica, che interessa gli ormoni che regolano il ciclo mestruale. Queste terapie non eliminano i fibromi, ma possono ridurli in dimensione o ridurre i sintomi che causano.
I farmaci includono:
-Agonisti dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH). Questi farmaci inducono uno stato temporaneo simile alla menopausa. Di conseguenza, le mestruazioni si fermano, i fibromi si riducono e l’anemia e gli altri sintomi spesso migliorano. Effetti collaterali includono le vampate di calore.
Il medico può prescrivere un agonista del GnRH per ridurre le dimensioni dei fibromi prima di un intervento chirurgico pianificato o per anticipare la menopausa, se imminente.
-Dispositivo intrauterino a rilascio di progestinico (IUD o spirale medicata). Uno IUD a rilascio di progestinico può alleviare le forti emorragie causate dai fibromi.
-Terapia estroprogestinica (pillola tradizionale).
Oltre alla terapia medica sono ovviamente previste anche terapie volte alla rimozione o all’eliminazione dei fibromi, tra queste l’embolizzazione delle arterie uterine, l’ablazione a radiofrequenza o la chirurgia tradizionale, che può essere effettuata per via isteroscopica (dall’interno dell’utero), robotica, laparoscopica o laparotomica e che può prevedere la rimozione del solo fibroma o, nei casi più gravi e in donne non più desiderose di gravidanza, dell’intero utero.
Chiedi informazioni al tuo ginecologo per approfondire l’argomento, se hai un fibroma o se hai casi in famiglia.



