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L’infezione da HPV (papilloma virus umano) è un’infezione virale causata da un ceppo di questo virus (ne esistono più di 100), che provoca, nella maggior parte dei casi, escrescenze della pelle o delle mucose (verruche o condilomi), ma che può essere coinvolto nello sviluppo di alcuni tipi di tumore, tra cui il carcinoma del collo dell’utero.
Altri tipi di cancro, che comprendono i tumori dell’ano, del pene, della vagina, della vulva e della parte posteriore della gola (orofaringea), sono stati collegati all’infezione da HPV.
L’infezione da HPV è spesso trasmessa per via sessuale, ma anche attraverso altri contatti pelle a pelle. I vaccini aiutano e sono determinanti nel proteggere dai ceppi di HPV che causano il tumore maligno della cervice e proteggono anche contro le verruche genitali (condilomi). Questi appaiono come lesioni piatte, piccole protuberanze simili ad un cavolfiore o minuscole sporgenze filiformi. Nelle donne, le verruche genitali compaiono principalmente sulla vulva ma possono verificarsi anche vicino all’ano, sulla cervice o nella vagina.
Negli uomini, le verruche genitali compaiono sul pene e sullo scroto o intorno all’ano. Le verruche genitali raramente causano disagio o dolore, causando più spesso prurito.
Nell’apparato genitale femminile, una volta verificatasi l’infezione, nella maggior parte dei casi il sistema immunitario elimina l’HPV prima che il suo DNA possa inserirsi ed integrarsi in quello delle cellule umane. Se questa integrazione avviene. l’infezione cronicizza.
Una percentuale di pazienti con infezione cronica sviluppa delle lesioni del collo dell’utero definite precancerose, rilevabili con il PAP test. Una parte di queste donne sviluppa poi, dopo mediamente 15 anni dall’infezione, il tumore invasivo del collo dell’utero.
Una prevenzione efficace con visite periodiche ed esecuzione di PAP test, associato all’HPV DNA test dopo i 30 anni, permette di ridurre drasticamente l’incidenza di lesioni precancerose severe e di quasi azzerare l’incidenza di tumore del collo dell’utero, soprattutto se questi controlli sono abbinati al vaccino contro l’HPV, che ora è proposto (in Lombardia, ma non solo) a tutte le ragazze e i ragazzi dai 12 anni di età gratuitamente, ma che resta comunque raccomandato anche in tutte le pazienti fino a 45 anni.
Il cancro cervicale in fase iniziale, così come le displasie cervicali, non causano sintomi, quindi è fondamentale che le donne si sottopongano a regolari test di screening.
Per ridurre il il rischio di sviluppare verruche genitali e altre lesioni genitali correlate all’HPV: è utile:
-Usare un preservativo in lattice, che può ridurre, ma non azzerare, il rischio di trasmissione dell’HPV
– Sottoporsi a vaccino contro HPV: Gardasil 9 è un vaccino HPV approvato dalla FDA statunitense e dalla EMA europea e, come già detto, può essere utilizzato per maschi e femmine per abbassare il rischio di sviluppare cancro della cervice e condilomi.
L’ideale per ragazze e ragazzi è di ricevere il vaccino prima di essere esposti all’HPV, quindi prima dell’inizio dell’attività sessuale.
Una volta l’infezione da HPV si è verificata, il vaccino potrebbe non essere altrettanto efficace o potrebbe non funzionare affatto su quel ceppo di HPV, pur rimanendo efficace contro gli altri. Inoltre, la risposta al vaccino è migliore nelle persone più giovani rispetto a quelle più anziane.
Chiedi consiglio al tuo ginecologo per avere maggiori informazioni e sottoporti al vaccino, se ancora non l’hai fatto.



